Chianti

ben oltre le bottiglie di vino

Quando qualcuno dice "Vado nel Chianti", di solito intende: "Vado a fare una degustazione di vini". È una definizione corretta, ma incompleta. Il Chianti è, prima di tutto, un territorio agricolo definito per legge fin dal XVIII secolo, quando il Granduca Cosimo III de' Medici delimì ufficialmente l'area di produzione, una delle prime denominazioni di origine regolamentate al mondo.

Cosa sostiene il paesaggio?

Il vigneto domina il panorama, ma non è l'unica coltura. Ulivi secolari si alternano a boschetti di querce e cipressi, ed è proprio questa alternanza a conferire al Chianti la sua identità visiva, riconosciuta a livello internazionale ancor prima di qualsiasi campagna turistica. Il simbolo del Gallo Nero, presente sulle etichette del Chianti Classico, risale a una leggenda medievale sulla disputa territoriale tra Firenze e Siena, risolta da una corsa di cavalieri che si misero in cammino al canto del gallo.

Borghi che sostengono l'economia locale

Radda in Chianti, Greve in Chianti, Panzano, Castellina: nessuno di questi borghi vive di turismo di massa. La loro prosperità si basa su un'economia agricola sofisticata, che combina la produzione di vino e olio d'oliva, l'agriturismo e, più recentemente, un afflusso di stranieri (tra cui molti brasiliani e americani) che hanno acquistato e restaurato antiche aziende agricole, sostenendo così l'economia locale.

mercato immobiliare rurale nella regione.

Collegamento con Lucca e il resto della Toscana

Il Chianti si trova a circa un'ora e mezza di macchina da Lucca, tra Firenze e Siena. Per chi già vive in Toscana o sta pensando di trasferirsi, rappresenta un utile termine di paragone: mentre Lucca conserva una dimensione urbana più accessibile e cinta da mura, il Chianti rappresenta la Toscana rurale delle grandi tenute, con un mercato immobiliare e fondiario storicamente più costoso e competitivo a livello internazionale.